Anche nel trasporto aereo di merci le parole chiave sono ormai: intelligenza artificiale, Internet of Things e sostenibilità ambientale.

A giugno, a Monaco di Baviera, si terrà Transport Logistic, biennale dedicata a logistica, mobilità, IT e Supply Chain Management. Si tratta della più grande fiera mondiale per il trasporto delle merci a su gomma, ferro, acqua e aria.

Transport Logistic integra anche Air Cargo Europe, un’esposizione dell’industria globale di settore, che nel 2017 ha richiamato 60.729 visitatori da 123 Paesi e 2.162 espositori da 62 Paesi.

Tra le prime anticipazioni, una panoramica proprio sul settore del trasporto aereo di merci che, come quello su strada, subisce l’esigenza pressante di tutelare il clima, il ruolo sempre più preponderante del commercio online e la necessità di personale specializzato che si fa fatica a trovare. Anche qui l’intelligenza artificiale (IA), il potenziamento dell’automazione e l’Internet of Things sembrano offrire soluzioni che apriranno nuovi scenari per il futuro.

L’avanzata inarrestabile dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale mescolerà le carte in tavola nel mercato, con singoli operatori che si riposizioneranno e altri destinati a scomparire. Lungo la catena di fornitura del trasporto si utilizza già l’IA, ad esempio per effettuare previsioni, eseguire la manutenzione degli aeromobili, imballare i contenitori o riconoscere le frodi. La sfida, però, è quella di sfruttare tutte le opportunità possibili in tutte le fasi della catena del trasporto aereo, dalla registrazione alla prenotazione, fino all’organizzazione delle merci da caricare a bordo.

La corsa si gioca sul recupero dei dati, come dice Harald Sieke, direttore del Dipartimento di Logistica del Trasporto Aereo dell’Istituto Fraunhofer per i flussi di materiali e la logistica (IML): “Adesso i dati devono spiccare il volo: dobbiamo risvegliare i cimiteri di dati esistenti e trasformarli in sistemi decisionali operativi”.

E-commerce: colli sempre più piccoli, anche a livello internazionale

Con l’aumento esponenziale del commercio online, negli ultimi anni le spedizioni stanno diventando sempre più piccole, fino a contenere singoli colli. “Questo fenomeno aumenterà nell’ecommerce transfrontaliero, un segmento fondamentale soprattutto per il trasporto aereo” è la previsione di Sieke.

A questo proposito, l’International Air Transport Association (IATA) ha già creato il progetto “Cargo iQ” per contribuire allo sviluppo del controllo dei processi, al monitoraggio della qualità e al miglioramento del servizio. Tutto con la possibilità di  permettere al cliente di seguire tutte le fasi del trasporto dei propri acquisti.

Emirates SkyCargo ha già ottenuto questa certificazione a marzo 2018: “Informiamo in maniera proattiva i nostri clienti sullo stato della spedizione – spiega Nabil Sultan, Senior Vice President di Emirates Divisional Cargo – Monitoriamo i trasporti 24 ore su 24 in tempo reale sulla base di punti di riferimento definiti e adottiamo misure correttive in caso di discrepanze o ritardi”.

Personale specializzato o automazione? Internet of Things

La necessità e la carenza di personale specializzato sta accelerando la tendenza a introdurre sistemi automatizzati sia nella movimentazione sia nel trasporto aereo. Si stima che la stampa 3D e 4D renderà superfluo fino a 4% del trasporto aereo, ma se si guardano le previsioni di crescita annuale del settore, il danno appare trascurabile.

Sarà, invece, l’Internet of Things a influire in maniera decisamente più significativa: in futuro le spedizioni decideranno da sole come muoversi all’interno della rete aerea per arrivare a destinazione. Al momento si lavora incessantemente proprio su questa idea e tra soli 5 o 10 anni potrebbero essere visibili i primi risultati concreti.

Trasporto aereo di merci sostenibile, si può?

Se parliamo di aerei la sostenibilità ambientale oggi si gioca sull’elettrificazione del traffico a terra e sugli impianti solari per gli edifici, ma la sfida è quella di intervenire sugli aeromobili come mezzo di trasporto. Per raggiungere questo obiettivo è stata avviata l’iniziativa europea Clean Sky Joint Technology Initiative (JTI), finanziata con 1,6 miliardi di euro.

Pare che una grossa mano la possa dare la tecnologia Power-to-Liquid, un processo per la produzione di combustibili liquidi sintetici, neutri dal punto di vista climatico. Si studia e sembra promettente anche il volo ibrido elettrico, ma qui – a causa delle difficoltà tecniche – c’è ancora molta strada da fare prima di poter realizzare un aeromobile per il trasporto merci completamente elettrico.

Pubblicato su Trasporto Commerciale Magazine, aprile 2019.

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