Fit for 55: la prima reazione dell'industria automobilistica europea ai piani climatici UE

Bruxelles, 14 luglio 2021. Data l’importanza cruciale di “Fit for 55”, il mastodontico pacchetto di misure sul clima presentato dall’UE per il settore automobilistico e i milioni di persone che impiega, ACEA è ansiosa di studiare tutti i dettagli delle proposte appena diffuse dalla Commissione Europea.

Le Case automobilistiche si impegnano a ridurre le emissioni a zero. Tutti i membri di ACEA sostengono l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e stanno investendo miliardi di euro in tecnologie innovative e sostenibili. Tuttavia, vietare una singola tecnologia non è una soluzione razionale in questa fase, soprattutto quando l’Europa sta ancora cercando di creare le condizioni necessarie per la diffusione dei veicoli a propulsione alternativa.

Secondo Oliver Zipse, Presidente ACEA e CEO di BMW: “Obiettivi climatici ambiziosi richiedono un impegno vincolante da parte di tutte le parti coinvolte. La Commissione Europea oggi ha affermato molto chiaramente che il Green Deal può avere successo solo con obiettivi obbligatori sul potenziamento delle infrastrutture di ricarica e rifornimento in tutti gli Stati membri”.

“Questo sarà essenziale per caricare i milioni di veicoli elettrici che le Case automobilistiche europee porteranno sul mercato nei prossimi anni e per fornire una riduzione senza precedenti delle emissioni di CO2 nel settore dei trasporti”.

L’obiettivo della riduzione di CO2 del 55% entro il 2030 (basato sui livelli del 2021) proposto per i veicoli sarà molto impegnativo e richiede certamente un corrispondente obiettivo vincolante per gli Stati membri che dovranno costruire le necessarie infrastrutture di ricarica e rifornimento. Inoltre, il nuovo obiettivo di CO2 accelererà in modo significativo la trasformazione strutturale della catena del valore automobilistica, richiedendo un’attenta gestione per ridurre al minimo l’impatto sulla nostra economia e sui posti di lavoro.

Zipse: “L’attuale proposta per un taglio ancora maggiore delle emissioni di CO2 entro il 2030 richiede un ulteriore massiccio aumento della domanda di mercato di veicoli elettrici in un breve lasso di tempo. Senza un significativo aumento degli sforzi da parte di tutte le parti interessate, inclusi gli Stati membri e tutti i settori coinvolti, l’obiettivo proposto è semplicemente non praticabile“.

Tutte le opzioni, inclusi motori a combustione interna altamente efficienti, ibridi, veicoli elettrici a batteria e a idrogeno, devono svolgere il loro ruolo nella transizione verso la neutralità climatica, in particolare mentre lavoriamo per ridurre l’impronta di carbonio dell’intera flotta di veicoli su strada, quindi non solo di nuovi veicoli. Non è il motore a combustione interna ad essere dannoso per l’ambiente, ma i combustibili fossili. Senza la disponibilità di combustibili rinnovabili, un obiettivo di riduzione del 100% nel 2035 diventa in realtà un divieto al motore a combustione interna.

“Nel contesto delle restrizioni tecnologiche proposte dal 2035 in poi, esortiamo tutte le istituzioni dell’UE a concentrarsi sull’innovazione piuttosto che imporre o vietare efficacemente una tecnologia specifica“, ha sottolineato Zipse.

ACEA è lieta di notare che il pacchetto include obiettivi vincolanti per l’implementazione di infrastrutture di ricarica e rifornimento, affrontando i requisiti di tutti i tipi di veicoli, non solo quelli delle auto, ma anche dei furgoni e dei veicoli pesanti.

Tuttavia, a prima vista, ACEA è molto preoccupata che gli obiettivi siano molto al di sotto di quanto richiesto, con un preoccupante riferimento a soli 3,5 milioni di punti di ricarica entro il 2030. Secondo recenti calcoli della Commissione un’ulteriore diminuzione delle emissioni di CO2 delle auto a -50 % nel 2030 richiederebbe circa 6 milioni di punti di ricarica pubblicamente disponibili.

Poiché la proposta ha introdotto una nuova tabella di marcia per gli obiettivi, i membri dell’ACEA vogliono prendersi il tempo necessario per vedere cosa si può tradurre concretamente in termini di numero di punti di ricarica e rifornimento che saranno messi a disposizione dei conducenti in tutta l’UE, nonché il loro livello di potenza (assicurando che ci siano sufficienti punti di ricarica ad alta potenza adatti per i camion).

Anche l’estensione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dell’UE ai carburanti per il trasporto su strada aiuterà a fissare un prezzo concreto al carbonio, incentivando così l’uso di carburanti a basse o zero emissioni. Se il quadro normativo viene impostato correttamente, ciò potrebbe contribuire a rendere i veicoli a emissioni zero competitivi e attraenti per i nostri clienti.

Guardando ai prossimi step con il Parlamento europeo e i 27 Stati membri, ACEA prevede che sarà difficile garantire che tutti i diversi pezzi di questo puzzle “Fit for 55” si incastrino e creino un quadro coerente.

“Un forte coordinamento politico sarà quindi essenziale per raggiungere l’obiettivo finale di affrontare il cambiamento climatico nel modo più efficiente, mantenendo la mobilità alla portata di tutti gli europei e preservando i posti di lavoro per i lavoratori del settore automotive”, ha affermato il direttore generale di ACEA, Eric-Mark Huitema. “I responsabili politici hanno una storica possibilità di farlo bene”.

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